La vera qualità si misura nel tempo: il caso Logitech


Alcuni anni fa ho deciso di investire in strumenti di lavoro di alta qualità, scegliendo due prodotti Logitech: la tastiera Craft con layout italiano e il mouse MX Master 3. Entrambi wireless, entrambi appartenenti alla fascia alta del mercato. Parliamo di una tastiera solida, pesante, pensata per chi scrive o lavora al computer per molte ore al giorno. Il mouse, altrettanto raffinato, è progettato per la produttività avanzata e il comfort ergonomico. Basta cercare online le loro caratteristiche per rendersi conto che si tratta di prodotti di punta, sia per materiali che per funzionalità. E naturalmente, anche per prezzo.

Proprio perché si trattava di un investimento importante, mi aspettavo che la qualità si riflettesse anche nella durabilità e nella manutenibilità dei dispositivi. E invece, dopo poco più di due anni, sono emersi i problemi.

Il primo a cedere è stato il mouse. Ha iniziato a cliccare due volte quando premevo una sola volta. Un problema fastidioso, soprattutto per chi lavora con software di grafica vettoriale o per chi ha bisogno di precisione. Ho scoperto che si tratta di un malfunzionamento noto e piuttosto diffuso. Nessuna soluzione ufficiale da parte dell’azienda. L’unica possibilità? Aprire il mouse e pulire i contatti.

Logitech MX Master 3

Essendo ormai fuori garanzia, ho deciso di procedere. Ma non è stata un’operazione semplice. Le viti erano nascoste sotto i gommini, che una volta rimossi risultavano difficili da riposizionare. Lo smontaggio era chiaramente non previsto dal design. Sono comunque riuscito a pulirlo e ottenere qualche altro mese di utilizzo ma poi il problema si è ripresentato. A quel punto, ho sostituito il mouse con un Delux M900 Pro. Decisamente più economico, più leggero, forse anche meno preciso. In realtà il fatto che sia più leggero fa sì che sia più difficile tenerlo fermo in punto, ma è comunque un buon prodotto. Il fatto è che, dopo questa esperienza, non ero più incentivato ad acquistare un altro prodotto Logitech.

Con la tastiera, la storia è stata diversa ma altrettanto indicativa. La batteria interna ha progressivamente perso la capacità di tenere la carica. Anche in questo caso: niente assistenza da parte dell’azienda, niente indicazioni su come procedere. Cambiare la batteria? Possibile, sì, ma tutt’altro che facile. I tutorial in rete mostrano operazioni complesse, viti nascoste, un design che chiaramente non è pensato per la manutenzione. E parliamo di una tastiera che, nuova, può superare abbondantemente i 150 euro.

Logitech Craft

Quello che delude non è solo il fatto che i prodotti abbiano avuto problemi. Può succedere. Quello che trovo inaccettabile è che un’azienda che per anni ha costruito la propria reputazione sulla qualità oggi sembri ignorare del tutto il supporto post-vendita e il diritto degli utenti di prendersi cura degli strumenti che usano quotidianamente.

La qualità non è solo performance al momento dell’acquisto. È anche durata, manutenibilità, trasparenza. Nascondere le viti sotto i gommini non aggiunge nulla, se non una difficoltà inutile per chi vuole fare una semplice pulizia o sostituzione batteria. Un vano accessibile per la batteria sarebbe una scelta funzionale. Non lo è nasconderla in modo che solo un tecnico o un utente molto esperto possa intervenire, rischiando peraltro di rompere qualcosa.

Uso prodotti informatici da decenni e sono disposto a pagare di più per avere strumenti validi. Ma la mia esperienza con Logitech, oggi, è diventata il paradigma di un cambiamento di rotta che riguarda molte aziende non solo dell’hardware ma anche e soprattutto del software: puntare tutto sull’impatto iniziale e trascurare completamente ciò che accade dopo.

Se davvero l’intenzione è quella di progettare l’obsolescenza anche su prodotti di fascia alta, allora è una strategia miope. Perché, come ho fatto con il mouse, non ricomprerò Logitech nemmeno per la tastiera. E non solo: non mi sento più di consigliare i loro prodotti ad amici o colleghi. Anzi, li metterò in guardia.

Chi lavora ogni giorno con la tecnologia ha bisogno di strumenti solidi, progettati per durare, facili da mantenere e ben assistiti da chi li produce. Tutto il resto è solo marketing.


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