Quando un uomo con la pistola incontra un uomo col fucile, quello con la pistola è un uomo morto. È un vecchio proverbio messicano.
Così sentenzia Ramon Rojo nella pellicola diretta da Sergio Leone del 1964 Per un pugno di dollari
. Volendola parafrasare, potremmo dire che quando un politico con degli ideali incontra un politico con degli interessi, non ha alcuna possibilità di batterlo. È sicuramente una provocazione, perché di casi in cui gli ideali vincono sugli interessi ci sono e ci saranno sempre ma nasconde una verità e cioè, che le coalizioni di interessi sono strutturalmente più solide di quelle basate sui valori, e questo non tanto per merito di chi le compone ma per come funziona la logica interna dell’accordo fondativo.
Il motivo è che politici e partiti anche molto distanti fra loro in quanto a programma, riescono a collaborare se trovano un accordo su come dividere la torta. Non che le divergenze vengano superate, ma non intaccano il patto finché ciascuno ottiene la propria quota. La coesione non richiede stima reciproca o condivisione di obiettivi: solo un calcolo conveniente per tutti.
Viceversa quei politici e partiti che sono anche ideologicamente affini, spesso finiscono per perdersi nei dettagli per concentrarsi più su ciò che li divide che su ciò che li unisce. In pratica litigano proprio perché condividono un terreno abbastanza vicino da rendere visibili le diversità di opinioni e ogni divergenza diventa una questione di principio e quindi anche di identità.
Questo premia i primi e penalizza i secondi. Chi vota una coalizione di interessi la vota perché le promesse sono chiare e soprattutto convenienti. La cosa eclatante è che quasi mai questi elettori votano per ciò che potrebbero ottenere quanto piuttosto per quello che potrebbero togliere agli altri. Le coalizioni di potere sfruttano infatti timori, rabbia e altri sentimenti negativi per creare uno o più “nemici”, promettendo di combatterli in ogni modo possibile: togliendo loro diritti, impedendo la loro circolazione, forzandoli nelle azioni e nei fatti. Questo, per quegli elettori è più che sufficiente al punto da arrivare persino a votare tali coalizioni anche quando sono loro per primi a rimetterci, magari senza neppure rendersene conto.
Chi invece vota una coalizione basata su determinati valori si pone seriamente il problema di cosa succederà se essa dovesse vincere. Che decisioni verranno prese su quei punti sui quali non c’è accordo? Perché votare qualcuno che poi farà il contrario di quello che desidero o in cui credo? Così spesso quel voto si trasforma in astensione, cosa che va a vantaggio delle coalizioni di interessi. E più le coalizioni ideologiche allargano il campo, sperando di sommare potenziali voti, più questi voti evaporano sotto forma di astensione, facendo sì che il consenso complessivo finisca per essere di parecchio inferiore alla somma dei consensi che potrebbe portare ciascuna parte.
Come se ne esce? Può sembrare banale, ma se una coalizione di valori vuole davvero vincere, deve trasformarsi in una coalizione di interessi e l’unico interesse abbastanza forte ed etico da contrastare quelli di potere e di parte è l’interesse per il Paese, per la popolazione, tutta e non solo quella che ci vota. Il problema è che le ideologie in genere stabiliscono delle soluzioni a priori e, quando una soluzione non è perfettamente allineata ai propri valori, viene scartata anche se è quella giusta. Serve il coraggio di fare il contrario: cercare ciò che è davvero utile al Paese, anche quando non coincide con i propri principi. Si chiama onestà intellettuale, ed è la qualità più rara da trovare fra gli ideologi, perché richiede di mettere in discussione proprio ciò che li definisce.
Le soluzioni esistono sempre e le persone competenti per trovarle ci sono, anzi, spesso le soluzioni sono note perché sono state applicate con successo altrove. Poi, se ce n’è più di una valida, si può selezionare quella più vicina ai propri ideali, ma prima deve essere davvero una soluzione e non apparire tale. E per trovarla bisogna ascoltare tutti, persino coloro che dicono cose che noi pensiamo sbagliate perché dietro a quelle affermazioni ci sono comunque delle verità. Possono essere rabbia o paura, insicurezza o pregiudizio, ma esistono e bollarle come sbagliate non basta. Una soluzione, per essere tale, deve essere condivisa dalla maggior parte della popolazione e se questo richiede un ulteriore sforzo, allora bisogna farlo.
Finché questo non sarà capito, le coalizioni di interessi prevarranno sempre.
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